Fondo Nuove competenze: proroga fino al 2022 per le aziende che intendono investire nell’upskilling e nel reskilling dei propri dipendenti.

Il Fondo nuove competenze consente alle imprese, di qualunque settore e dimensione, di formare e riqualificare i dipendenti. Si permette all’imprenditore di adeguare le competenze dei propri lavoratori destinando parte dell’orario lavorativo alla formazione, anche con la possibilità di fornire formazione on the job.

Il Fondo si fa carico del costo del lavoratore in formazione, senza diminuirne lo stipendio e senza costi per l’azienda; questa misura di finanziamento alle imprese proviene grazie a contributi dello stato e del FSE – Pon Spao, gestito da ANPAL.

Fretcha, come azienda convenzionata da agenzie accreditate ANPAL, si è posta l’obiettivo di trasformare questa crisi in un’opportunità di crescita per le aziende; saremo al vostro fianco a partire dalla richiesta dei fondi per poi intraprendere insieme il percorso di formazione con il nostro team di esperti:

  • Formazione ai dipendenti

  • Cambiare il mindset all’interno dell’azienda

  • Applicazione del metodo Fretcha

A chi è rivolto il Fondo Nuove Competenze? 

I destinatari del contributo previsto sono tutti i datori di lavoro che hanno stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro:

  • per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa
  • per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

Ricordiamo che il Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo delle ore in riduzione destinate alla frequenza di tali percorsi formativi, inclusi i contributi previdenziali e assistenziali.

Il datore di lavoro che richiede il contributo deve assicurarsi di non ricevere, per il costo del lavoro delle stesse ore, altri finanziamenti pubblici.

Fretcha offre servizi su tematiche quali strategia, business planning, organizzazione e gestione dell’innovazione, information management, corporate finance, gestione dei rischi ambientali.

Che cos’è il Fondo nuove competenze

Si tratta di uno strumento di politica attiva, che rimborsa il costo, inclusi i contributi previdenziali e assistenziali, delle ore di lavoro in riduzione, destinate alla frequenza dei percorsi formativi da parte dei lavoratori.

L’obiettivo è quello di favorire una progressiva ripresa delle imprese, duramente colpite dall’emergenza epidemiologica e di colmare il gap di competenze di un sistema produttivo, basato ancora su una manodopera a bassa scolarità e che necessita, invece, di figure tecniche ad elevata specializzazione.

In particolare, come specificato dall’art. 11-ter, la riforma prevederà due linee di intervento:

  • l’adozione del Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), quale programma nazionale di presa in carico, erogazione di servizi specifici e progettazione professionale personalizzata;
  • l’adozione del Piano Nazionale Nuove Competenze, con l’obiettivo di riorganizzare la formazione dei lavoratori in transizione e disoccupati, mediante il rafforzamento del sistema della formazione professionale.

Per l’attuazione dell’intero Programma, il PNRR ha messo, complessivamente, a disposizione 4,4 miliardi di euro, a cui si aggiungono appunto ulteriori 500 milioni di euro a valere sulle risorse del Programma REACT-EU.

Un tesoretto che aiuterà il rilancio delle imprese dopo l’emergenza Covid e che potrà essere investito nella formazione del proprio personale, accrescendo le competenze dei lavoratori con percorsi formativi personalizzati, in linea con i fabbisogni emergenti del mercato.

Un decreto del MLPS definirà le modalità di attuazione

Al momento si attende ancora il via libero definito. Dopodiché, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, verrà emanato un decreto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita ANPAL (decreto da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione), che, in base alle nuove risorse stanziate, ridefinirà:

  • limiti degli oneri finanziabili, inclusi gli oneri relativi ai contributi previdenziali e assistenziali delle ore destinate alla formazione;
  • le caratteristiche dei datori di lavoro che potranno accedere alla misura, con particolare attenzione a coloro che operano nei settori della transizione ecologica e digitale;
  • le caratteristiche dei progetti formativi proposti.

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Si tratta di una misura istituita dal Governo, per consentire alle aziende di rimodulare l’orario lavorativo dei dipendenti e destinare una parte alla frequenza di corsi di formazione.

Fondo Nuove competenze: proroga fino al 2022 per le aziende che intendono investire nell’upskilling e nel reskilling dei propri dipendenti.

Le aziende potranno presentare domanda all’Anpal dopo aver sottoscritto l’accordo collettivo, con inclusi: progetti formativi, numero di lavoratori coinvolti e ore necessarie ai percorsi di riqualificazione.

Il fondo nuove competenze consente alle aziende di erogare percorsi formativi in modo gratuito e ai dipendenti di non subire tagli alla propria retribuzione, nonostante la diminuzione delle ore lavorative. Sarà lo Stato a coprire i costi delle ore, grazie ad un totale di fondi stanziati di 730 milioni di euro.

I fondi interprofessionali possono partecipare al Fondo nuove competenze mediante il finanziamento delle attività formative tramite il Conto formazione o il Conto sistema. In caso di partecipazione dei fondi, il costo del lavoro sarà remunerato per il 40% dal Fondo interprofessionale e per il restante 60% dal Fondo nuove competenze.